20 Ottobre 2019


MUSEO DEL CASTAGNO E DEL BORLENGO

Ass. LA SLUCADORA
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Il Ciacio

Il Ciacio
Il borlengo e le crescentine non erano gli unici piatti che i montanari usavano cucinare, c’era un altro molto particolare e gustoso: il ciacio.
Il ciacio, a vederlo, sembra un incrocio tra una piadina e una crêpe: una piadina perché è tondeggiante, croccante, ma non troppo, e una crêpe perché può essere sia dolce che salto.
Come ogni piatto anche il ciacio necessita la propria metodologia e i propri strumenti di preparazione; esso ha le sue particolarità nel modo e negli arnesi che si adoperano per cucinarlo.
Questo alimento si prepara impastando in una ciotola della farina (di grano o di castagne, quest’ultima molto più usata una volta perché più abbondante), dell’olio, del sale (in quello di castagne no perché le castagne danno al ciacio un gusto dolce che il sale rovinerebbe del tutto) e dell’acqua. I componenti vengono mescolati fino ad ottenere una “colla” omogenea e senza grumi.
La cottura è la parte più interessante perché vengono utilizzate delle padelle speciali chiamate “cottole” (sing. cottola).
La cottola non è una padella comune, perché una padella attaccato al manico ha un recipiente più o meno fondo. si tratta infatti di un unico pezzo di metallo, tutto piatto, che presenta un manico (lungo come l’avambraccio) che verso la fine si allarga e prende forma di cerchio. Un’altra cosa interessante è che per cucinare una crêpe si usa una sola padella; per il ciacio bisogna adoperare ben due cottole.
Bisogna riscaldarle tutte e due sul fuoco, posizionare una cucchiaiata abbondante dell’impasto al centro di una delle due, poi posizionare l’altra sopra la prima e schiacciare perché il composto si appiattisca (ma non troppo). Dopo qualche minuto uscirà dalle cottole un ciacio pronto per essere condito con il pesto montanaro (come vuole la tradizione) o con prosciutto o formaggio. Il ciacio di castagne dal colore marroncino tipico del frutto ha una sapore dolce che si presta bene ad essere consumato con ricotta e miele.
Il ciacio insieme al borlengo e alle crescentine cotte nelle tigelle è uno dei piatti antichi che caratterizza il patrimonio culinario montanaro di quella parte di Emilia che si trova tra la collina, la montagna, tra Modena e Bologna.



Per altre immagini sul Ciacio e sulla sua preparazione visita:


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