22 Aprile 2019


MUSEO DEL CASTAGNO E DEL BORLENGO

Ass. LA SLUCADORA
I MUSEI
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Museo Del Castagno
IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE MUSEO DEL CASTAGNO

Nasce nel 2000 al piano terra dell´antico Ospitale di San Giacomo di Zocca (MO) ad opera di un gruppo di volontari costituitisi poi in una associazione culturale, “ La Slucadora “, che tuttora lo gestisce.
In origine la struttura, menzionata per la prima volta in un documento del 1186, gestita da frati, dava alloggio ai pellegrini che attraversavano queste terre per raggiungere la città Santa.
Il museo, costituito da tre sale, ripercorre la storia della castagna attraverso gli oggetti ad essa legati: nelle due stanze laterali vengono descritti gli strumenti per la cura del castagneto e per la lavorazione dei prodotti, mentre nella sala centrale una serie di pannelli illustrano i caratteri del castagno, la sua distribuzione nazionale, europea e nel mondo, le malattie, gli innesti.
Questa accoglie inoltre il FANTACASTAGNETO, una ricostruzione dell’habitat del castagno che consente ai ragazzi che numerosi lo visitano, con le famiglie o nell’ambito di attività didattiche con le scuole, di scoprirne le caratteristiche.
Il Centro documentazione raccoglie testi, CD, DVD sul tema provenienti da tutta Italia e sono consultabili in loco.

IL MUSEO APERTO: Il museo non termina all´interno delle sale, ma esce dall´ospitale e si inoltra lungo un pianeggiante sentiero nel cuore dei castagneti di monte San Giacomo. Il percorso esterno è attrezzato con cartelli informativi che illustrano, lungo le tredici tappe, le varie fasi della coltivazione del castagno, la corretta manutenzione del castagneto e le varie fasi di vita del frutteto, per concludersi al BOSCO DELLE BETULLE.
In questo raro biotopo la betulla è di origine spontanea; suoi esemplari occupano circa un ettaro all’interno di un vecchio castagneto da frutto. Un sentiero attrezzato, ad anello, ricco di pannelli informativi, permette di visitarne tutti gli angoli e di ammirare specie arboree ed erbacee, alcune delle quali rare e particolari, tipiche di questa fascia climatica.


Museo Laboratorio del Borlengo
IL MUSEO LABORATORIO DEL BORLENGO, DEL CIACIO E DELLA TIGELLA

Per secoli i contadini delle nostre montagne si sono alimentati con cibi “poveri“ che sono diventati parte importante della tradizione dell’Appennino. Fra questi il Borlengo, una sorta di crepe fatta con farina, acqua e poco altro, condita con un battuto di lardo, rosmarino e aglio e infine spolverata con parmigiano.
Oppure il Ciacio, preparato con farina bianca o di castagna, e farcito con salume o formaggi o, nella sua versione “ dolce “, con ricotta e miele.
Infine la Crescenta, cotta nei tipici stampi di terracotta, le “tigelle” , da cui oggi derivano il nome usato dai più; anch’essa veniva preparata utilizzando farina di cereali e condita con “ quel che c’era”.

Il Museo-laboratorio del Borlengo, del Ciacio e della Tigella si compone di due sale.
La prima sala ospita oggetti legati a questi piatti tipici, alla loro storia e alla loro preparazione e, più in generale, oggetti propri della civiltà contadina di montagna.
La seconda sala è a tutti gli effetti un laboratorio, dove vengono organizzati corsi specifici per impararne la realizzazione, per mantenere e tramandare così una parte importante della nostra storia.

Chi fosse interessato a partecipare, può inviare l’adesione tramite email (museodelcastagno@libero.it); verrà contattato al più presto.

VISITA VIRTUALE AL MUSEO DEL CASTAGNO



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